Tracce Templari nel Castello di Torraca…il Mistero si infittisce con la presenza verso la fine del 1800 del Cav. Giuseppe Cesarino e le Croci Templari

Torraca-Salerno

Durante un sopraluogo nel castello Baronale di Torraca con alcuni ricercatori, è stato trovato una pietra iscritta scolpita raffigurante delle Croci Templari ... nei sotterranei del Castello non accessibili al pubblico. 
A seguito della scoperta , la stessa è stata fotografata e pulita, sicuramente sarà messa in Mostra durante il periodo della Mostra Medievale e Templare che si terrà dal 23 Giugno al 30 Ottobre.
Stando alle scritte sopra la stessa e stata collocato tra fine 800 inizio 900 da un autore sconosciuto.
Sulla stessa sopra è incisa in latino il motto Templare Non Nobis sed Nomini Tuo da Gloriam – mentre sula parte destra 2 Croci ad otto beatitudine e la scritta Antico Ordine dei Cavalieri Templari in Italiano, mentre sulla sinistra un’altra Croce l’immagine di Cristo sulla croce con un Cavaliere in ginocchio.
Il Castello baronale sorge su uno sperone roccioso intorno al quale si sviluppa concentricamente il borgo, secondo lo schema tipico dell’urbanistica medioevale. è costituito da un corpo ad L di 20x30 metri, occupa una superficie coperta di 520 mq, più un orto di circa 344 mq. L’orto è cinto da mura merlate con due torri.
Tale Castello, posseduto da diverse dinastie: Gambacorta, Palamolla, Brandi fino ad essere oggi propriètà comunale, sede dell’Università e un importante centro congressi.
Il castello conserva un carattere severo e maestoso determinato dall’alta cinta muraria merlata che si innalza, senza soluzione di continuità cromatica, dalla sottostante roccia. Esso fu costruito nel XVI sec. sui resti di un castello alto-medioevale. Esso appartenne all’illustre famiglia Palamolla, il cui stemma, databile fine ‘500 inizio ‘600, si trova all’ingresso, fiancheggiato da due cariatidi dipinte. Era ancora in uso nella seconda metà dell’Ottocento, come da iscrizione riportata al di sopra della porta del primo salone che ricorda la visita del re Ferdinando II, avvenuta il 15 ottobre 1852.
All’interno nell’ingresso si scorgono le armi dell’ illustre famiglia Palamolla, ci sono quadri d’arte rappresentanti la Madonna, S.Michele Arcangelo e l’episodio di Olindo e Sofronia della “Gerusalemme Liberata” del Tasso.
“Di aspetto severo, edificato sopra macigni scabrosi, circondato da cinte merlate, torreggia sulla cima di una costa alpestre, sicura fortezza inespugnabile, il palazzo degli antichi Baroni.”
la nostra costruzione però riserva altre sorprese: il dato di fatto che questo Castello Baronale di Torraca rimane un luogo segreto e misterioso con il ritrovamento di alcune tracce del misterioso ordine dei Templari, dei quali ben poco si conosce pur essendo sicuri che erano presenti nella vicinissima Sapri e proprio in questa a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, un grande intervento urbanistico a largo spettro (di rilevante portata sociale, pedagogica, culturale e politica), tutto da ammirare (e ancora da conoscere e studiare), compiuto dal filantropo locale (emigrato in Brasile e poi rientrato in Italia), il Cav. Giuseppe Cesarino (1859-1923). Tra gli edifici, di notevole interesse, i più importanti sono l’Istituto Santa Croce (portato a compimento nel 1898) e la Casa del Buon Pastore (già completata nel 1913).
L’Istituto Santa Croce è un articolato e fascinoso complesso architettonico progettato per il recupero di ragazzi poveri e orfani, diretto e gestito dal 1905 alla fine della seconda guerra mondiale dalla congregazione di sacerdoti e laici, i "frati bigi della carità" (del terzo ordine francescano, fondata dal padre Ludovico da Casoria* - beatificato da Giovanni Paolo II nel 1993 - proprio nella seconda metà dell’Ottocento) che comprendeva e comprende (oggi ospita la Scuola Media Statale), i locali dove abitavano, studiavano i ragazzi, con aule di teatro, disegno, orto con struttura d’irrigazione, una torre-specola per l’osservazione metereologica e astronomica, e una chiesetta (come la torre) con un messaggio filosofico-politico-teologico inequivocabilmente segnato da rimandi alla migliore tradizione rosacruciana e Templari e proprio sulle mure della Specola ci sono le stesse croci ritrovate nel Castello di Torraca. Si ipotizza le frequente visite a Torraca , paese natale della famiglia Cesarino e nel Castello da parte del Cav. Giuseppe Cesarino .
Detto in breve, il messaggio iconografico illustra con grande chiarezza la diversità e complementarità di scienza e fede: il "come si va in cielo" e il "come va il cielo" di Galileo Galilei è scritto e illustrato sulle pareti dentro e fuori la chiesetta (stile neo-gotico), come dentro e fuori la torre (simile a quella del Castello Miramare di Trieste) con sconcertante limpidità e legato a una lettura antropologico-teologica della sacra famiglia (alla base della porta d’entrata della chiesetta c’è il presepe con i magi - astronomi e sapienti - e il cielo stellato) assolutamente semplice, chiara, e sorprendente. Egli amava uno dei Templari storici Dante e la Divina Commedia: nella Casa del Buon Pastore, al primo piano, dove era e dove è (tuttora integralmente conservato) il suo studio, sul soffitto sono affrescate scene fondamentali del viaggio dantesco. Evidentemente nella lezione di Dante sull’Amore che move il Sole e le altre stelle egli aveva trovato la ragione della sua vita e il filo per non perdersi nel labirinto del suo tempo. E cercò di fare del suo meglio, per aiutare i più deboli e i più poveri e per rendere non solo Sapri, ma anche (considerati i tempi!) l’Italia più bella e più civile... Egli aveva capito (e mai dimenticato) ciò che vuole significare e significa ITALIA.













Durante un sopraluogo nel castello Baronale di Torraca con alcuni ricercatori, è stato trovato una pietra iscritta scolpita raffigurante delle Croci Templari ... nei sotterranei del Castello non accessibili al pubblico.
A seguito della scoperta , la stessa è stata fotografata e pulita, sicuramente sarà messa in Mostra durante il periodo della Mostra Medievale e Templare che si terrà dal 23 Giugno al 30 Ottobre.
Stando alle scritte sopra la stessa e stata collocato tra fine 800 inizio 900 da un autore sconosciuto.
Sulla stessa sopra è incisa in latino il motto Templare Non Nobis sed Nomini Tuo da Gloriam – mentre sula parte destra 2 Croci ad otto beatitudine e la scritta Antico Ordine dei Cavalieri Templari in Italiano, mentre sulla sinistra un’altra Croce l’immagine di Cristo sulla croce con un Cavaliere in ginocchio.
Il Castello baronale sorge su uno sperone roccioso intorno al quale si sviluppa concentricamente il borgo, secondo lo schema tipico dell’urbanistica medioevale. è costituito da un corpo ad L di 20x30 metri, occupa una superficie coperta di 520 mq, più un orto di circa 344 mq. L’orto è cinto da mura merlate con due torri.
Tale Castello, posseduto da diverse dinastie: Gambacorta, Palamolla, Brandi fino ad essere oggi propriètà comunale, sede dell’Università e un importante centro congressi.
Il castello conserva un carattere severo e maestoso determinato dall’alta cinta muraria merlata che si innalza, senza soluzione di continuità cromatica, dalla sottostante roccia. Esso fu costruito nel XVI sec. sui resti di un castello alto-medioevale. Esso appartenne all’illustre famiglia Palamolla, il cui stemma, databile fine ‘500 inizio ‘600, si trova all’ingresso, fiancheggiato da due cariatidi dipinte. Era ancora in uso nella seconda metà dell’Ottocento, come da iscrizione riportata al di sopra della porta del primo salone che ricorda la visita del re Ferdinando II, avvenuta il 15 ottobre 1852.
All’interno nell’ingresso si scorgono le armi dell’ illustre famiglia Palamolla, ci sono quadri d’arte rappresentanti la Madonna, S.Michele Arcangelo e l’episodio di Olindo e Sofronia della “Gerusalemme Liberata” del Tasso.
“Di aspetto severo, edificato sopra macigni scabrosi, circondato da cinte merlate, torreggia sulla cima di una costa alpestre, sicura fortezza inespugnabile, il palazzo degli antichi Baroni.”
la nostra costruzione però riserva altre sorprese: il dato di fatto che questo Castello Baronale di Torraca rimane un luogo segreto e misterioso con il ritrovamento di alcune tracce del misterioso ordine dei Templari, dei quali ben poco si conosce pur essendo sicuri che erano presenti nella vicinissima Sapri e proprio in questa a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, un grande intervento urbanistico a largo spettro (di rilevante portata sociale, pedagogica, culturale e politica), tutto da ammirare (e ancora da conoscere e studiare), compiuto dal filantropo locale (emigrato in Brasile e poi rientrato in Italia), il Cav. Giuseppe Cesarino (1859-1923). Tra gli edifici, di notevole interesse, i più importanti sono l’Istituto Santa Croce (portato a compimento nel 1898) e la Casa del Buon Pastore (già completata nel 1913).
L’Istituto Santa Croce è un articolato e fascinoso complesso architettonico progettato per il recupero di ragazzi poveri e orfani, diretto e gestito dal 1905 alla fine della seconda guerra mondiale dalla congregazione di sacerdoti e laici, i "frati bigi della carità" (del terzo ordine francescano, fondata dal padre Ludovico da Casoria* - beatificato da Giovanni Paolo II nel 1993 - proprio nella seconda metà dell’Ottocento) che comprendeva e comprende (oggi ospita la Scuola Media Statale), i locali dove abitavano, studiavano i ragazzi, con aule di teatro, disegno, orto con struttura d’irrigazione, una torre-specola per l’osservazione metereologica e astronomica, e una chiesetta (come la torre) con un messaggio filosofico-politico-teologico inequivocabilmente segnato da rimandi alla migliore tradizione rosacruciana e Templari e proprio sulle mure della Specola ci sono le stesse croci ritrovate nel Castello di Torraca. Si ipotizza le frequente visite a Torraca , paese natale della famiglia Cesarino e nel Castello da parte del Cav. Giuseppe Cesarino .
Detto in breve, il messaggio iconografico illustra con grande chiarezza la diversità e complementarità di scienza e fede: il "come si va in cielo" e il "come va il cielo" di Galileo Galilei è scritto e illustrato sulle pareti dentro e fuori la chiesetta (stile neo-gotico), come dentro e fuori la torre (simile a quella del Castello Miramare di Trieste) con sconcertante limpidità e legato a una lettura antropologico-teologica della sacra famiglia (alla base della porta d’entrata della chiesetta c’è il presepe con i magi - astronomi e sapienti - e il cielo stellato) assolutamente semplice, chiara, e sorprendente. Egli amava uno dei Templari storici Dante e la Divina Commedia: nella Casa del Buon Pastore, al primo piano, dove era e dove è (tuttora integralmente conservato) il suo studio, sul soffitto sono affrescate scene fondamentali del viaggio dantesco. Evidentemente nella lezione di Dante sull’Amore che move il Sole e le altre stelle egli aveva trovato la ragione della sua vita e il filo per non perdersi nel labirinto del suo tempo. E cercò di fare del suo meglio, per aiutare i più deboli e i più poveri e per rendere non solo Sapri, ma anche (considerati i tempi!) l’Italia più bella e più civile... Egli aveva capito (e mai dimenticato) ciò che vuole significare e significa ITALIA.

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